Poche semplici indicazioni per una festa a casa di spagnoli
1. Bisogna sempre avere un bicchiere in mano
2. Il bicchiere non deve mai essere vuoto
Inutile fare i furbi, se verrete trovati sprovvisti di bicchiere ve ne sarà assegnato uno (pieno) d'ufficio.
N.B. Specie se non conoscete molte persone, è consigliabile una buona conoscenza dell'argomento calcio. Ma preparatevi a sentirvi dire che le squadre italiane sono difensiviste: è il cavallo di battaglia preferito dagli spagnoli in conversazioni del genere. Insieme a "Il Real Madrid è la squadra che ha vinto di più in Europa nella storia".
And now you are watching...
Ecco, io non ho particolari problemi in questo senso, ma oggi alle 15 su Rai1 trasmettevano i funerali di Don Giussani e alle 16.40, quando sono uscita di casa, stavano ancora trasmettendo la stessa cosa.
Colpo di tacco
Al telefono
"Ciao Ale! Come va il laboratorio sulla cittadinanza attiva? Come sono i ragazzi delle scuole superiori?"
"Bene, davvero...i ragazzi sembrano davvero interessati....Ah, a proposito te la sentiresti di fare un intervento la prossima settimana e parlare dei blog..."
"IO?"
"Be'...stai facendo anche la tesi...ma una cosa da poco, eh...mezz'ora, tre quarti d'ora. Dai, ci vediamo domani e definiamo i dettagli".
Chiudo il telefono, perplessa.
Ah...ecco...e ora che gli dico?
"Un solo consiglio" precisa la mia zelante coinquilina "vestiti bene, elegante...insomma non con le solite scarpe da ginnastica!...dai non guardarmi così, come vuoi che credano che hai diversi anni più di loro, altrimenti?! Devi risultare credibile. Già non so di cosa dovrai mai parlare..."
"Dei blog, ovviamente"
"Che?!"
"Metto gli stivali, ok?"
"Quelli coi tacchi, è meglio"
blog fotogramma
Anche questo va detto: Romano Prodi ha un blog. Embrione di blog (ahi! forse non si dovrebbe dire "embrione" di questi tempi...).
Ad Antonio Sofi questo primo post (lo definisce "fotogramma") piace.
Per il momento sospendo il giudizio. O, come direbbe Perry Mason, mi riservo di sentire il teste in un secondo momento.
The boss is back (quasi)
Ricevo e volentieri segnalo.
Questo è un uomo che ha una vitalità eccezionale e mi ha regalato un concerto indimenticabile sotto molti punti di vista (a proposito, qualcuno era lì quel giorno?).
Appuntamento a Belleville
A Belleville avevo già lasciato un pezzo di cuore - tanto per usare una frase fatta, ché fa sempre bene - un paio d'anni fa quando ho letto (e amato) tutta la saga di Benjamin Malaussène e della sua famiglia, nei libri di Daniel Pennac.
Si imponeva una visita, quindi, durante la permanenza a Parigi (no, non ho riletto i libri come preparazione spirituale...ma lo rifarò adesso, mi sa).
Belleville è un quartiere popolare abitato da studenti e artisti e in generale da gente di tutte le etnie. Un quartiere allegro, vitale e anche rischioso (a detta di chi ci ha vissuto), con scorci pittoreschi e un parco molto bello e curato con vista su Parigi.
Asnour é un artista che gestisce l'omonimo Atelier, un locale piccolo e veramente grazioso, dove si mangia bene, si spende poco e l'atmosfera è di quelle che ci potresti stare per ore. Asnour è inoltre molto cordiale e parla molto volentieri di tutto. Capisce dopo due minuti che siamo italiani e ci parla degli studenti italiani che vivono a Belleville, della casa di Maurice Chevalier a pochi passi dal locale, di Edith Piaf che ha vissuto nel quartiere. Prepara quello che ordiniamo davanti ai nostri occhi, ci consiglia le specialità, ci informa che fa performance live di pittura il giovedì (i muri del locale sono stati dipinti da lui), ci invita a tornare.
E io vi invito a fare altrettanto.
N.B.Asnour ci dice che non molto tempo fa un giornale italiano ha parlato di Belleville e Menilmontant: si tratta del numero di due settimane fa di Viaggi (supplemento di Repubblica).
"Ecco lo sapevo, l'ho appena scoperto e adesso diventa un quartiere alla moda" commenta il padre spirituale, che vive a Parigi da qualche mese.
Il più tardi possibile, si spera da queste parti. Quindi non andateci da turisti, se capite quello che intendo.
Diritti online?
A proposito di Internet sì, no, forse...(questioni politiche di qualche giorno fa)
Qualche giorno fa è stato presentato il nuovo Codice della Pubblica Amministrazione Digitale: a una prima occhiata pare sancisca il diritto di usare la modalità informatica per tutti i rapporti con qualsiasi amministrazione statale.
Cito dall'articolo 3: "Non sarà più possibile quindi per un'amministrazione o per un gestore di pubblico servizio obbligare i cittadini a recarsi agli sportelli per presentare documenti cartacei, per firmare fisicamente domande o istanze, per fornire chiarimenti: per tutto questo deve essere sempre e dovunque disponibile un canale digitale sicuro, certificato e con piena validità giuridica che permetta di dialogare con la PA dal proprio computer".
Inoltre si parla di obbligo di mettere tutta la modulistica online, da rispettare per le pubbliche amministrazioni entro due anni (se succede davvero mi mangio il guanto di pile che non ho perso a Parigi due giorni fa - lo custodirò gelosamente a questo scopo).
Molto innovativo, ma alquanto nebuloso, almeno secondo me, il diritto alla partecipazione di cui si parla all'articolo 8:
"I cittadini hanno diritto di partecipare al processo democratico e di esercitare i diritti politici usufruendo delle possibilità offerte dalle nuove tecnologie".
In altre parole (concrete)?
(via Zeusnews - che ha rinnovato la grafica)
Update: risposta di mio padre alla mia domanda di sopra: "Il voto elettronico via Internet o, almeno, mediante computer presso il seggio elettorale; ma prima che qui da noi possa essere accettata e praticata una cosa simile .... campa cavallo !"
Off to Paris
Fine del tour de force di esami e domani partenza per Parigi (altro tour de force, ma vuoi mettere?!).
Raccolta di consigli da parte di amici (e addirittura una minicartina della rete della metropolitana della ville lumière - la mia amica l'aveva nel portafogli, non so perchè), stampato foglio di informazioni per raggiungere casa del padre spirituale. Resta da preparare il borsone e comprare il rullino.
Alla prossima settimana, salvo bloggata d'Oltralpe.
Cinesnobismo
Il mio approccio al cinema è sicuramente più emozionale che tecnico, anche se, devo dire, con gli anni e la frequentazione del Lumière, di amici cinefili, studenti di cinema o di cinema appassionati, qualche competenza in più dovrei averla.
Tuttavia mi fa ancora incazzare come il primo giorno sentire elogiare o stroncare un film su basi meramente tecniche. Ora, non è che io me la sia presa perchè due amici cinefili hanno stroncato Private, che a me era piaciuto complessivamente (più emozionalmente che tecnicamente), ma perchè nel parlarne non hanno citato una volta (che fosse una!) una qualsivoglia valutazione sul modo di affrontare la storia o un commento sul tema trattato...insomma era tutto un "montaggio assurdo, controcampo inesistente, cameraman con problemi di vario tipo".
Se bisogna parlare di tecnica va bene, un film è fatto anche di quello, ma se la condizione è dimenticarci dell'argomento del film (non il messaggio!), dell'emozione che ci può dare...allora siamo sicuri che stiamo ancora parlando di cinema?
Girato l'angolo
Cominci a capire che stai facendo una vita diversa e le tue prospettive sono cambiate quando ti rendi conto che nell'ultima settimana hai parlato tre volte del Nagorno-Karabach (e una di queste con una persona che viene da lì) e sei mesi fa non sapevi nemmeno della sua esistenza.
N.B. Curiosamente, era citato su un blog e all'epoca mi sono chiesta anch' io di cosa si trattasse.





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