L'uomo che volle farsi blogger
Come diceva Alessio nei commenti a questo post, "in realtà il blogger non esiste, con buona pace di tanti pseudo-commentatori".
Il blog è modalità, non identità. Ciò non toglie che se uno vuole avere un blog dovrebbe prima avere un'idea di cosa si tratta, piuttosto che cavalcare un'immaginaria onda.
Questo per dire della chiusura del blog di Prodi, su cui è stato già detto molto, forse tutto (e io mi scoccio a ripetere cose già dette - e meglio - da altri). Quindi, così per concludere, segnalo l'analisi di Antonio Sofi su Webgol.
(in attesa di altri esperimenti?)
Staccate la spina. Quella delle telecamere.
Ho seguito con un certo distacco la vicenda di Terri Schiavo. Perchè sinceramente un'opinione schierata non riesco ad averla. E, se l'avessi, mi verrebbe il dubbio che, se capitasse a una persona che amo, la mia opinione potrebbe non tradursi in una coerente azione pratica.
Però l'unica cosa saggia (da cui prendo, pari pari, il titolo del post) a riguardo l'ha scritta Beppe Grillo sul suo blog. Chiara e concisa.
E io sottoscrivo.
(su gentile segnalazione del padre spirituale)
Conviene una revisione dagli svizzeri...
L'ultima accusa fa parte dell'inchiesta sulla compravendita dei diritti cinematografici.
Per il capogruppo al Senato, Renato Schifani, si tratta della "solita giustizia a orologeria, a dieci giorni dalle elezioni regionali".
Fosse anche vero, mi sembra quantomeno affrettato definirla tale, parlando di uno "assolto", o meglio, non condannato, a causa della prescrizione.
L'informazione al tempo degli smanettoni
In risposta ai commenti di Ale a questo post.
Cara Ale,
spesso si tende a parlare di informazione intendendo probabilmente il giornalismo tout court.
Cioè cronaca, politica, esteri. La notizia, normalmente intesa. Istituzionalizzazione della notizia.
Intanto mi piace ricordare che l’obiettività è un ideale a cui tendere, non una caratteristica oggettiva delle notizie che di solito leggiamo. Il che mi porta ad alcune riflessioni.
1. Informazione è anche…
…quella sulla musica country, sui ristoranti che frequenti, su un genere di libri ecc.
Se cercassi informazioni su come si vive a Parigi sarebbe più utile un servizio su un settimanale, una guida Lonely Planet o un blog di una persona, magari un milanese come te, che ci si è trasferito? [La risposta precisa, magari, è che dipende da quello che cerchi. Ma mettiamola da parte un momento]
Magari quel blog ha la semplice funzione di tenere quella persona in contatto con amici lontani, tu ci capiti per caso e scopri cose che normalmente non avresti avuto modo di sapere. Io sono stata a Parigi e ho parlato dell’Atelier di Asnour, che magari non è su nessuna guida o magari c’è o ci sarà presto. Ho girato per il quartiere di Belleville, formandomi delle opinioni, in parte confermate, in parte smentite da chi ci vive o ci ha vissuto. Esperienze che nessuna guida può darti. Cose di cui nessun giornale avrebbe interesse a parlare.
E qui una funzione del blog: la selezione, il filtro (che poi è anche compito del giornalista).
Sto parlando, banalizzando un po’, forse, di informazione come condivisione di conoscenza.
2. L’informazione non è solo notizia ma anche commento.
E per commentare non servono necessariamente credenziali, almeno secondo me. Perfetti sconosciuti possono avere opinioni interessanti, articolate e ben espresse. Basate su proprie conoscenze personali.
A tutti capita di conoscere persone estrememamente intelligenti e consapevoli, e magari pensare: “Se più persone la pensassero così!”, oppure “Se qualcuno potesse ascoltarlo quante cose capirebbe!”.
Ora, timori apocalittici di blog che soppiantano i grossi quotidiani o i network televisivi, insomma , le fonti consolidate di informazione, mi sembrano fuori luogo: neanche i più accaniti sostenitori delle potenzialità dei blog potrebbero sostenerlo. Anzi, il concetto è tanto consolidato che sembra anche inutile perdere del tempo a ricordarlo.
3. La credibilità si costruisce.
Prendiamo l’esempio che ti ho già fatto nei commenti: tu apri un blog. Mettiamo che il sito che hai realizzato su Dawson’s creek fosse in realtà un blog. Io, che ti conosco (anzi, che ti ho conosciuto, proprio grazie a questo interesse), so che sei competente. Se però non ti conoscessi e finissi per caso su questo ipotetico blog potrei trovare divertente o piacevole quello che hai da dire, potrei trovare informazioni su una serie che mi interessa e magari non so l’inglese, quindi non ho molti altri modi (in effetti alla sua nascita, quel sito era una cosa unica nel suo genere). Potrei parlarne ai miei amici che condividono lo stesso interesse e inserire il link nel mio blogrolling. Altra gente viene a visitarlo e così via. Funziona così, o meglio il meccanismo è questo.
Note: Come vedi non c’è niente di particolarmente nuovo. È solo più semplice.
Non cambia la vita di nessuno, ma interessa a delle persone. D’altra parte vorrei proprio sapere la percentuale di persone che si fermano a leggere le pagine dei mercati finanziari, per dirne una.
Il giornalismo e l'informazione hanno moltissimi vincoli che prescindono dai lettori, vincoli di tipo economico, politico ecc. Non penso si possa dire che un certo tipo di informazione non è importante solo perchè non interessa alla maggioranza. Anche perchè, chi può sapere davvero cosa interessa alla maggioranza?
Update: dei temi suddetti, e più che altro di credibilità, si è discusso alla conferenza "Blogging, Journalism and Credibility" che si è tenuta ad Harvard lo scorso gennaio e di cui ora sono disponibili gli atti (versione PDF e HTML).
[segnalo, tra l'altro, il grado di organizzazione della gentile organizzazione - !! - che ha fornito:
-
link feed
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aggregator dei blog dei partecipanti e siti di notizie in qualche modo collegati
-
lista di cose da leggere (tra cui "We the media" di Dan Gillmor) ]
Campagna elettorale
Negli ultimi giorni la visione degli spot elettorali regionali e comunali (e in genere è qui che viene dato il meglio) sta diventando parte integrante del mio risveglio mentre, spalmata sul divano, faccio zapping aspettando che tutti si siano preparati e siano usciti (gioie della studentessa fuorisede quando torna a casa).
Con occhio critico e mezzo addormentato guardo divertita. Alcuni hanno una certa originalità, altri una comicità prevalentemente involontaria, quasi tutti mostrano diciamo artigianalità: in altre parole, è mai possibile che non si riesca a trovare uno speaker che non abbia spiccata cadenza pugliese!?
In ogni caso la performance più inquietante è di stamattina: un uomo, candidato alle regionali, si aggira per il lungomare di Bari dicendo: "Forza Italia ieri, Forza Italia oggi, Forza Italia domani". Direi che è il segnale di mettersi a fare altro. Non ho visto niente di così inquietante da quando ho visto "IT" in tv. E avuto incubi per una settimana
Sarà la primavera...
Problema
Dati:
- un ragazzo di 18 anni
- una compagna di banco molto carina
- la primavera
Considerato che la somma di questi elementi ha già prodotto il monopolio dell'apparecchio telefonico casalingo da parte del primo elemento, si determini cosa sta succedendo a mio fratello in questi ultimi giorni.
20 domande per me posson bastare
Volete fare una gara tra voi e una forma di intelligenza artificiale?
Eccovela: in 20 domande questa forma di intelligenza promette di indovinare l'oggetto a cui state pensando.
(via Ciocci thinks)
Un anno da ricordare
"The emergence of a decentralized media universe". Questa è una evidente caratteristica del mondo dei media nel 2004, secondo Merrill Brown, editor di MSNBC.com fino al 2002. "So while news institutions struggled to map their futures, what became clearer than ever in 2004 was the emergence of a decentralized media universe. [...] In a world of dwindling resources, a world of falling daily newspaper readership and fragmented television news audiences, who will produce the journalism of scale and importance that informs citizens about national political campaigns and international conflict? Bloggers? Citizen journalists? The software developers who produce RSS readers?" A Year to Remember in Internet News
Consigli per gli acquisti
I Blogads che si trovano sul blog Instapundit.com. Qualche mese fa ce n'era uno che diceva: "Smart lawyers for blog people". Che i blogger stiano diventando una categoria sociale? Oppure si ritiene che presto potrebbero averne bisogno? (più la seconda che la prima, mi sa...)
Quello che ho trovato oggi farebbe la gioia di svariati politici nostrani, uno in particolare: le conservative t-thirts, "per essere politicizzati senza rinunciare alla moda!" (lo slogan è inventato, ma più che plausibile, in fin dei conti).
Tra i seguaci del presidente del Consiglio si scatenerà la gara per regalargli questa.
C'era una volta una città di pace
Ricordo esattamente cosa ho fatto la mattina di due anni fa, il 19 marzo 2003.
Seguivo un corso di Semiologia del cinema e le proiezioni erano previste per l'infausto orario delle 9 del mattino. Contro ogni desiderio e con il sonno incalzante ho attraversato la città per sciropparmi l'ennesimo film del monografico su eroi e supereroi.
Anche quando si sa che le cose andranno diversamente non si può fare a meno di sperare fino all'ultimo. E io l'ho fatto finchè non mi è arrivato il messaggio di un amico che mi annunciava l'inizio della guerra in Iraq.
In quel momento mi è sembrato abbastanza ridicolo stare in un cinema. E ho avuto un moto di nausea rendendomi conto che il film proiettato era Superman. Sono uscita di scatto e ho girato per la città un po' stordita, come quando ci si è svegliati dopo poche ore di sonno. Credo di essere andata ai giardini o in piazza. Ricordo che c'era il sole.
Mi è venuto in mente oggi pomeriggio, mentre ascoltavo la discussione di laurea di una mia amica, mentre lei diceva che il primo nome della città di Baghdad significava "città di pace".
De-liver
(per solutori più che abili)
Dopo una settimana di intensa vita sociale giornaliera (leggi lavoro e studio) e notturna (leggi alcolica e molto) mi sento rivolgere questa domanda dalla zelante compagna di stanza occhiaiemunita:
"Simona ha detto che tanto il fegato ricresce. Giusto?"
It could happen to you
Incontrare per strada uno dei propri attori preferiti può capitare a tutti o quasi.
Può capitare di sapere che la probabilità è più elevata, perchè l'attore in questione sta provando da dieci giorni uno spettacolo a 100 metri da casa tua, lo stesso spettacolo che andrai a vedere stasera.
Può capitare di essere una persona estremamente razionale, che non si entusiasma facilmente.
E poi succede. Sei per strada e lui viene incontro e pensi che dovresti dire qualcosa o che magari un'altra persona lo farebbe, che ti piacerebbe dire qualcosa di intelligente, ma (in fin dei conti che cosa dovresti dirgli?) che in ogni caso la probabilità di fare la figura della stupida è sufficientemente elevata.
Insomma vai in confusione, stai zitta e non dici niente, persona anonima che gli passa accanto (non lo fissare, non lo fissare!).
E dopo pochi metri ti scopri con una lacrima che spunta dall'occhio destro.
Perchè ti sei dimenticata di avere una lingua in bocca e nella confusione del momento te la sei morsa.
Quella razionale, io...
Cose che dico da un pezzo (ma se le dice lui c'è caso che lo ascoltino?)
Da Repubblica di ieri.
Intervista di Marco Marozzi a Romano Prodi
[...]
Domanda: Un'Italia da reinventare?
Risposta: Non possiamo più reggere se nella facoltà di comunicazione ci sono dieci volte più studenti che in ingegneria.
Di blog in blog
"Mauro Andrea Cremonini, ricercatore del Dipartimento di Scienze degli Alimenti, dallo scorso 21 febbraio, ha scelto il blog per dialogare con i suoi studenti."
Veramente lo sapevo già, ma noto che anche il magazine online dell'università di Bologna se n'è accorto e che l'articolo di Silvio non contiene strafalcioni macroscopici (cosa che un po' mi aspetto sempre in questi casi).
Complimenti a Mauro con il suggerimento, se possibile, di implementare i commenti (il dialogo, per definizione...) e una domanda: chi sarà questo cugino che ha scritto un libro sui blog?
Little glamour in the briefing room...
...ma almeno c'è speranza: Garrett M. Graff è il primo blogger accreditato alla Casa Bianca.
Anche se, pare, la prima impressione è poco entusiasta: insomma, la briefing room non è proprio come uno se la immagina...
Per quel che mi riguarda, la cosa eclatante è che Repubblica dia la notizia (leggi: che qualche testata mainstream se ne sia accorta).
(via Fuoridalcoro)
Autogratificazioni bloggherecce

Ovviamente la gradita ospitalità è reciproca.
Il vicino di casa /5
(puntate precedenti 1 - 2 (non riesco a trovarla) - 3 - 4)
Il condominio in cui abito è signorile e ben curato, ci abitano famiglie benestanti e c'è anche la portinaia.
Nonostante questo, il vicino di casa chiude a chiave la porta a chiave e fa altrettanto con il cancelletto davanti nalla porta anche se scende a prendere la posta e in casa c'è qualcuno (una donna, non si sa se sia moglie o sorella).
Il quinto piano (dove abito) è grande meno di un metro quadro, ci sono solo due appartamenti, il nostro e quello del vicino.
Nonostante questo, tutte le volte che esce e aspetta l'ascensore si guarda intorno, a destra (porta di casa sua), a sinistra (muro), indietro (porta di casa nostra).
A volte penso che un giorno ci ritroveremo in casa Polizia, NAS, Servizi Segreti e anche la Finanza (già che ci siamo...) e qualcuno ci dirà: "Avete vissuto per mesi accanto a un pericoloso criminale. Ma non vi siete mai accorte di niente?". Quando lo dico, Sara ride e mi prende in giro. Poi fa: "Ma al telegiornale non hanno detto che gli anarco-insurrezionalisti stanno tornando alla carica? Sai che non dici proprio delle estreme fesserie?!". Così io mi sento un po' più stupida di prima e amen.
Però poi è lei che guarda il vicino dallo spioncino e mi racconta le cose di cui sopra...
Cronaca di un orrido weekend annunciato
Succede che per una settimana intera si sia permeati di pace universale e ci si possa caricare il mondo sulle spalle.
E così seguo le lezioni, faccio lezione sui blog, vado a riunioni di redazione (la piccola stakanovista che è in me si autocompiace), organizzo cena e mi diletto nell'arte culinaria (mio malgrado, sono una brava cuoca - la piccola perfezionista vanitosa che è in me si autocompiace).
E poi succede che si arrivi sulla soglia del weekend, con il sorriso sulle labbra e la socievolezza che sprizza da tutti i pori in modo quasi insopportabile, e si venga colpiti da almeno una mezza dozzina di sfighe e delusioni di varia entità equamente assortite. Un vero e proprio concentrato, se consideriamo che arrivano tutte nel giro di una mezz'ora al massimo.
La giornata dura sempre ventiquattro ore, quindi smetterà a un certo punto. Quanto a me ho intenzione di essere di pessimo umore (ergo, di una simpatia assimilabile a quella prodotta dall'ubriachezza molesta) per qualche ora o per due giorni, non lo so.
(Probabile quindi che scelga la strada della solitudine libraria. Su questo inconsapevole Blog Generation gravano aspettative che non gli competono)
Update: La nota positiva è che la nemesi esiste anche per il vicino di casa: ieri ci ha tolto l'acqua per mezza giornata (credo a tutto il condominio, a onor del vero) per cambiare il contatore dell'acqua. Oggi è senza acqua calda e il problema non è ancora risolto. Sì, sì, non sono più permeata da pace universale verso il mondo.
Extiro
L'incontro di ieri è andato bene, almeno sembra.
Timorosa di dover fronteggiare ragazzini fastidiosi, mi sono invece ritrovata persone un po' più grandi e molto interessate.
I blog li hanno colpiti, almeno così pareva. Il tempo, purtroppo, era abbastanza poco. In ogni caso ho lasciato loro l'indirizzo del mio blog e l'indicazione bibliografica del libro di Sergio. Il quale sappia che, se dovesse verificarsi incremento di vendite in zona Bologna - Casalecchio di Reno, deve ringraziare la sottoscritta.
N.B. In realtà c'erano ragazzi delle superiori, ma molto interessati e molto avanti nelle conoscenze del settore: blog di classe, forum, piattaforma di e-learning a scuola...a me, nelle ore di informatica, insegnavano il Pascal (cosa che non ho mai più utilizzato nella vita!!
Considerazione a freddo
Non credo nel meteo e nei metereologi.
Non credo in tutti i fenomeni atmosferici e non credo che si possano prevedere, se non in via di probabilità, più o meno come Sara che prima del derby di domenica sera ha detto: "Sento che finisce uno a zero, non so per chi" (a fine partita, la coinquilina interista la voleva giustamente strangolare, in mancanza d'altro).
Non credo che le perturbazioni siano determinate da cicloni e anticicloni, correnti e fesserie simili.
C'è una sola causa per tutto questo freddo a Bologna: la mia fatidica frase "Sembra che il tempo stia miagliorando: da domani si va a correre".
Ecco. Io e la mia boccaccia.





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