C'era un ragazzo che come me amava il Mac e l'Ipod...
(le mie citazioni musicali precipitano verso il baratro)
Come scrive il Tribune:
"Nicholas Ciarelli is an excellent journalist. Too bad. The poor kid is likely to be bankrupt before he is old enough to buy beer. All because he is very good at what he does, and because he does it on the Internet".
Nick Ciarelli è un ragazzo di 19 anni tanto appassionato dei prodotti della Apple da mettere su un sito, Thinksecret, pieno di notizie, informazioni e anteprime(attenzione!) sui prodotti in uscita, pratica peraltro abbastanza diffusa per quanto riguarda il settore.
Gennaio 2005: la Apple mette sotto accusa Nicholas Ciarelli. L'accusa della Apple si basa sui seguenti punti:
-
le notizie pubblicate da Think Secret costituiscono segreti aziendali
-
Ciarelli ha quindi infranto la legge per procurarsi le suddette informazioni
E qui il punto. Ciarelli si rifiuta di rivelare le sue fonti. Forse è questo che preme maggiormente alla Apple, considerato che, come fa notare Annarita Gili su Apogeonline (uno dei pochi a trattare la vicenda), è inverosimile che le due settimane di anticipo delle notizie pubblicate da Ciarelli rispetto all'uscita del prodotto possano aver provocato considerevoli danni.
“Considerare un giornalista responsabile per tale attività rischia seriamente di interferire con il diritto pubblico all’informazione" dice Dan Gillmor nella dichiarazione a favore di Ciarelli presentata alla Corte della California (dove il processo ha luogo).
Insomma, una situazione che in Italia sembrerebbe fantascienza. E forse è questo il motivo per cui non se ne parla.
N.B. Per chi è interessato, ci sono anche petizioni online per sostenerlo.
28.06.1980
Per quello che vedo e per quanto ne so, conosco due soli buoni motivi per credere al matrimonio.
Sono seduti di là, in soggiorno.
Un quarto di secolo, mamma e papà.
("Sì, ma io, con tuo padre, ci sto da 31 anni,eh!")
Bookshelf (la catena!)
Pietro ha ricambiato la catena sulla musica con una sui libri (ne arriva una sul cinema a breve?).
Anche in questo caso la biblioteca è sparsa tra Bologna e la casa di famiglia in Puglia.
I miei libri sono in uno stato di perenne precarietà. Non ho, e ne sento la mancanza, una libreria solo mia. A Bologna ho uno scaffale di una libreria, libri infilati in una mensola ricavata in un mobile più una sorta di comodino, più svariati altri posti. I miei libri sembrano espandersi e fagocitare tutto. Il mio proverbiale disordine fa il resto.
Le edizioni sono le più svariate, quasi mai hardcover. Quando provo a dare un ordine vado per case editrici e per collane, così, tanto per effetto ottico.
Quindi, in ordine rigorosamente sparso: molta letteratura sudamericana, Garcìa Lorca, teatro, specie inglese (da Shakespeare a Osborne), Baricco, Carver (racconti, poesie e saggi), Pennac, libri di storia (anche biografie) e sociologia dei media, Calvino, molti gialli, quasi tutti di Agatha Christie, Harry Potter, Joyce, Austen, i Dickens e i classici dell'infanzia (quelli della Alcott in prima fila, ma anche Cuore, Tom Sawyer e - udite, udite - pure Pollyanna), Gaarder, i classici russi, Roland Barthes e i sempiterni libri universitari, che annoverano semiotica e psicologia, linguistica e molto altro. Ah, be'...e poi i libri sui blog. E sicuramente qualcosa che ora non ricordo.
L'ultimo libro che ho comprato:
Questa notte mi ha aperto gli occhi - Jonathan Coe
Il libro che stai leggendo ora:
Ahì y ahora - Julio Cortazar
(e sto rileggendo Cent'anni di solitudine, Garcia Marquez)
Tre libri che consiglio:
Fahrenheit 451, Ray Bradbury
Trilogia della città di K., Agota Kristof
Romanzo criminale, Giancarlo De Cataldo
Cinque blogger a cui provo a passare il testimone:
Question time
Insomma, ce l'ho fatta.
Dopo svariati tentativi telefonici a botte di 1,80 euro al minuto (tanto costano le telefonate al consolato) sono riuscita a prendere appuntamento per l'intervista per il rilascio del visto per gli Stati Uniti.
Ah, al consolato americano non vogliono borse: non si possono portare borse e non c'è posto dove lasciarle. Dopo alcune contrattazioni (sempre per la modica cifra di 1,80 euro al minuto) sono riuscita a ottenere di poter portare una borsa "molto piccola". Una cosa da ridere, considerando che le mie borse, per quantità e varietà di contenuto, sono molto più simili a quella di Mary Poppins che non a delle borse comuni.
In ogni caso il 6 luglio sarò a Firenze, se qualcuno si trova da quelle parti e vuol farmi compagnia faccia un fischio.
Sì, in realtà mi serve qualcuno a cui affidare una borsa di dimensioni decenti. Mi sa che una borsa piccola non ce l'ho nemmeno. Proprio mai avuta.
Ma non è la mia sola preoccupazione. Considerando che nei documenti per la richiesta del visto ho già dovuto affermare che no, non faccio parte di organizzazioni terroristiche e no, non ho partecipato a genocidi e persecuzioni naziste, non oso davvero immaginare cosa potrebbero chiedermi a questo punto.
L'occasione di dire no
Ci sono domande che, pensi, non ti faranno mai. Ci sono risposte che, pensi, non potrai mai dare. Ci sono cose che sai per sentito dire e, temi, forse non sperimenterai in prima persona. E il dubbio non è mai rassicurante.
Un giorno, però, confido che anche voi vi sentiate porre una di quelle domande che scandagliano la profondità del vostro essere e della vosta vita passata e futura:
Do you seek to enter the United States to engage in export control violations, subversive or terrorist activities, or any other unlawful purpose? Are you a member or representative of a terrorist organizations as currently designated by the U.S. Secretary of State? Have you ever participate in persecutions directed by the Nazi governement of Germany; or have you ever participated in genocide?
Se questa domanda vi viene posta all'atto della richiesta del visto per gli USA, come mi è successo ieri, è consigliabile rispondere "no". Per tutti gli altri tipi di conversazioni potete regolarvi come preferite.
Più simili al Texas che al Massachussetts
Così saremmo noi italiani secondo le dichiarazioni di Buttiglione riportate dal New York Times (non so voi, ma io, per l'immagine che ho degli USA, non riuscirei a prenderlo come un complimento in nessun caso).
Poi c'è anche Ruini che si dice colpito dalla maturità del popolo italiano.
Insomma, l'analisi la lasciamo a Mannheimer: "This is a victory for the church, but Italian politicians should not think it is only the church, because of this apathy".
Non posso fare a meno di pensare che ho fatto bene a non comprare quotidiani nel day-after. Tanto l'acidità di stomaco mi è venuta comunque guardando una copia del Resto del Carlino abbandonata sul tavolo di un bar: il presidente della CEI in copertina e un trafiletto di Bruno Vespa titolato: "Non siamo clericali".
No, non siamo un paese di clericali. Siamo pure apatici.
Giornalismo d'altri
Sean Penn fa il giornalista a Teheran in occasione delle elezioni presidenziali.
(New York Times)
Sentirsi così mal(in)con(i)ci che quasi si comprerebbe un cd dei Coldplay...
Fix You (Coldplay)
When you try your best but you don't succeed
When you get what you want but not what you need
When you feel so tired but you can't sleep
Stuck in reverse
And the tears come streaming down your face
When you lose something you can't replace
When you love someone but it goes to waste
Could it be worse?
Lights will guide you home
And ignite your bones
And I will try to fix you
And high up above or down below
When you're too in love to let it go
But if you never try you'll never know
Just what you're worth
Lights will guide you home
And ignite your bones
And I will try to fix you
Tears stream down your face
when you lose something you cannot replace
I see a stream down your face
And I
Tears stream down your face
I promise you I will learn from all my mistakes
Tears stream down your face
And I
Lights will guide you home
And ignite your bones
And I will try to fix you.
Liberi sì, ma...
Clementina Cantoni è stata liberata ed è tornata in Italia.
[spiegazione del link: a linkare i quotidiani e l'Ansa son buoni tutti, quindi...]
E mi fanno notare che nessuno è sceso in piazza per lei (o quasi, forse a Milano?). Non sono stata attentissima, ma in effetti non mi sembra di ricordarlo. Ho sentito invece di diverse dimostrazioni in piazza delle vedove di Kabul che la volontaria italiana aiutava.
Ieri leggevo l'intervista che la ragazza ha rilasciato a Repubblica. La mia attenzione è stata catturata da un dettaglio banale: il fatto che i suoi rapitori avessero riso di queste manifestazioni di piazza. Non ho potuto fare a meno di pensare che invece i rapitori di Giuliana Sgrena (altre persone, certo, non delinquenti comuni come questi) erano rimasti particolarmente impressionati dal vedere che anche un calciatore famoso portava una maglietta che chiedeva la sua liberazione.
Ora, io sono contentissima che le prigioniere siano liberate, niente storie imbecilli su chi se le va a cercare (le lascio a ministri stupidi e giornalisti - o presunti tali -stupidi)...
Però, per quanto le differenze tra le due situazioni siano tante, c'è una vocetta antipatica (sommessa e anche un po' stridula, a dirla tutta) che suggerisce che forse ci sono distinzioni anche tra i prigionieri e che anche lì, magari, con una raccomandazione...
Cose che capisco persino io
Mario Tedeschini Lalli dice (e spiega e argomenta meglio di me) che l'Osce ha demolito la legge Gasparri.
Ecco, io ho avuto le mie alterne vicende nella preparazione dell'esame di Diritto dell'Informazione (dove la legge Gasparri era un pezzo forte) e quindi ora posso dire che bastano quelle conoscenze a farlo.
Concettualmente c'era effettivamente bisogno di una legge che affrontasse queste questioni, inutile dire che il modo in cui lo fa è assolutamente aberrante.
Tutte le volte in cui mi rendo conto che persino io sono in grado di capire certe cose, mi pongo la (retorica) domanda di cosa diavolo stiano combinando quelli che sono al governo adesso e quelli che ci sono stati. Voglio dire, quando si fa una legge ad personam almeno si potrebbe fare in modo di renderlo un po' meno che palese?
"Il duopolio Rai-Mediaset - ha detto lo Speciale rappresentante dell'Osce per la libertà di stampa, Miklos Haraszti - priva il pubblico italiano di una reale varietà di fonti di informazioni e pertanto indebolisce le garanzie del pluralismo. La cosa è aggravata politicamente dal fatto che la finanziaria di famiglia del primo ministro Berlusconi, la Fininvest, è azionista di maggioranza di Mediaset".
è necessario simulare una parvenza di normalità...
Resoconto dello scorso weekend (e inizio settimana) per frasi sparse. Per la cronaca, queste frasi mi sono state rivolte; ahimè, non ne ho pronuciata nessuna.
- "Dici che al concerto dei Duran Duran non ci saranno occasioni perchè lui mi tradisca?"
- "...ma questo non è certo un invito a essere promiscua..."
- "La decadenza comincia dopo i 25 anni....Ah, comunque son tutti uguali gli uomini, nessuno che riesca a invecchiare con dignità..." (detta da un uomo)
- "Alessio mi ha detto che a settembre ha due giorni liberi e mi ha chiesto se voglio andare a Bangor con lui. Dici che due giorni sono pochi per andare nel Maine?"
- "Capisco che lì dentro ci sia molto materiale per la sua tesi. Ma la biblioteca è chiusa per ristrutturazione. Fino a ottobre."
- (in risposta a un invito per una birra) "Sto entrando a cinema. Questa settimana vado in Grecia, ma la prossima ci sono."
- "Maglietta celeste, coda...Sì, sei tu. Mi hanno mandato a cercarti. Ci sono da inserire dei fogli nella stampante."
Di lauree honoris causa e altri demoni
Non capisco perchè si parli di lauree honoris causa di dubbia assegnazione mentre invece si taccia su questa qui, che concettualmente ha...come dire...un senso (tanto per parafrasare un neolaureato).
Praticamente siamo le nuove sciampiste (però colte)
Devo dire che è stato bello leggere un'intervista al responsabile di una grossa agenzia di selezione del personale in cui il soggetto in questione (che già era partito malissimo autodefinendosi "bocconiano") affermava che Scienze della Comunicazione "è una facoltà piacevole e divertente" e che "tutte le figlie delle sue amiche la frequentano" (i figli no). Bello, nel senso masochistico del termine, anche in virtù del fatto che era sabato sera e io non ero uscita per preparare un esame piacevole e divertente come solo quello di Diritto d'informazione sa essere.
Il circolo si è chiuso stamattina scoprendo che, mentre io mi affannavo a sostenere il mio ventinovesimo e penultimo esame, Valentino Rossi ha avuto la mia stessa identica laurea per motivi non meglio precisati. Sì, ho provato a leggere l'articolo su Repubblica, poi l'occhio è caduto su qualche paragone con Alessandro Magno buttato lì e ho deciso di non sottopormi a questa tortura inutile. Già negli ultimi tempi ho visto e sentito tante di quelle banalità che non so cosa fare per ristabilire una media accettabile...
Nel dubbio inizio questo lungo weekend di cazzeggio con un gelato da Gianni. E chi vive a Bologna sa cosa intendo...
Retroscena
"Dopo contatti telefonici, e-mail con il programma, e-mail con il mio numero di telefono, e-mail con le indicazioni per raggiungere il luogo dell'incontro..be'...ci credi? Mancava la metà delle persone invitate. E, quando ho provato a contattarle, una non rispondeva, una mi ha detto che se ne era dimenticata e una che ha avuto un intoppo e voleva chiamarmi ma non aveva il numero (come sarebbe a dire?!).
Poi, mentre già mi ripetevo che in fondo non poteva andare peggio, la ragazza che conduceva l'incontro mi ha invitato a fare un intervento definendomi esperta dell'argomento. Detto per inciso, tutti sapevano che mi sarebbe stata fatta quella domanda...tranne la sottoscritta che, tanto per chiarire, era sfatta per il caldo, nervosa per l'esame imminente e col cervello praticamente...
...senti, capisco che sia divertente da sentire, però, mamma, potresti smettere di sghignazzare o almeno farlo in silenzio?"
Tralascio i commenti di risposta. La genitrice sviluppa umorismo e simpatia ogni giorno di più. Un giorno il grande pubblico conoscerà il suo lato cabarettistico sepolto dall'immagine di insegnante esigente e donna perfetta sotto ogni punto di vista.
n.b. L'incontro non è stato affatto un incubo come si preannunciava, per merito dei partecipanti. Ringrazio Davide e Alessio che hanno detto cose interessanti e hanno stimolato il pubblico (inspiegabilmente attempato). Poi, certo,la discussione si è accesa (ed è continuata dopo l'incontro) quando il discorso è scivolato sul calcio...(e uno non dovrebbe dire "Vabbè, siamo in Italia"?)





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