Affetta da una strana forma di afasia...
Ci sarebbero un sacco di sensazioni contrastanti da descrivere a questo punto. Davvero troppe per questo momento frenetico e denso di cose da fare e ricordare. Troppo per questa versione di me stessa in perenne fibrillazione da ormai quarantotto ore.
Tutto corre troppo veloce per trovare le parole, adesso. Ed è la mia nemesi storica: riuscire finalmente a vivere il momento (io che non sono mai stata capace di farlo), proprio ora che si moltiplicano le cose su cui potrei rimuginare e si affacciano mille cose da fare il ritorno. Da non crederci.
Ora però c'è solo il viaggio. Aereo giovedì.
Prossimo post da oltreoceano.
Le folle (non) intelligenti
Cass Sunstein è docente di Legge presso l'Università di Chicago ed è l'autore di Republic.com, un libro che sto leggendo di recente per la mia tesi. Oggi ho casualmente scoperto che in questa settimana Sunstein fa da guest star, se così si può dire sul blog di Lawrence Lessig (che ha promesso alla sua famiglia un mese all'anno senza Internet, o roba del genere). Sunstein sta parlando dell'aggregazione di opinioni. E mette l'accento su una importante questione legata alla diffusione della conoscenza grazie alle nuove tecnologie: gli argomenti migliori non prevalgono necessariamente. Anzi, c'è il rischio che l'errore si diffonda più facilmente. "Jurgen Habermas emphasizes the importance and internal morality of deliberation. He thinks that under ideal conditions, "the forceless force of the better argument" will prevail. His account of deliberative democracy lies at the heart of his treatment of constitutional theory. Of course democracy can be seen as a mechanism for aggregating diverse views about both facts and values; and Habermas offers a distinctive account of democracy.
But here's a serious problem. Even under ideal conditions, the better argument may not prevail. Careful experiments have shown that groups often amplify, and do not merely propagate, individual errors. Group polarization, as discussed previously, brings about extremism, even if extremism is unjustified. Information held by a few people, or just by one, often plays little or no role in a group's ultimate decision. Informational cascades can lead deliberation in unfortunate directions. And because people care about their reputations, they may silence themselves even if they know something that is both important and true."
La cosiddetta spirale del silenzio. Però, non so, è una cosa che mi ha sempre lasciato un po' scettica. Cioè posso capire nelle conversazioni faccia a faccia, ma possibile che questo avvenga anche in Rete, dove in fin dei conti, si può al limite "evitare di metterci la faccia"?
Il teorema di Condorcet
Sempre Sunstein sul blog di Lessig:
"In his fun and illuminating book, The Wisdom of Crowds, James Surowiecki emphasizes another method of aggregating opinions: ask a lot of people and take the average answer. In many cases, this method seems to work magically well. . Often the average answer of a large group is right on the mark. Surowiecki doesn't explain why this happens, but the answer lies in the Condorcet Jury Theorem."
Per il teorema di Condorcet se hai un gruppo di persone e ognuna ha più del 50% di possibilità di avere ragione, la probabilità che la risposta media sia giusta si avvicina al 100% quanto più cresce la dimensione del gruppo in esame.
"Here's a problem, though. If group members are less than 50% likely to be right, the likelihood that the average will be right approaches ZERO as the size of the group increases."
Di più, spesso si tende a portare un grosso numero di argomenti a favore dell'idea condivisa e molti meno argomenti che potrebbero andare contro. Il risultato è che le conversazioni (virtuali e non) tra persone che la pensano allo stesso modo finiscono per portare avanti un'idea più estrema di quella di partenza.
Non ci resta che la memoria?
Ho pochi ricordi degli anni che precedono il liceo. Sia personali che storici. Pochissimi e molto nitidi.
Nel 1992 quando ci sono state le stragi di Capaci e via d'Amelio non avevo ancora undici anni. Però ieri sera riguardando la puntata di Blu notte mi sono resa conto che quelle immagini le ricordavo benissimo e che mi fanno ancora lo stesso effetto. E ho risentito lo stesso groppo in gola della me stessa di tredici anni fa, quando faceva caldissimo a casa mia e a Palermo e guardavo la tv chiedendomi cosa stesse succedendo e provando - questo lo ricordo - paura, immotivata forse, e infantile, ma paura.
Spesso si dice che l'Italia è il paese in cui non si scopre niente. A volte temo che sia un posto dove soprattutto si dimentica in fretta (retorica e luogo comune, se vogliamo, però...).
Annunci ferroviari
Da utente di treni in ritardo sono necessariamente accanita frequentatrice di stazioni ferroviarie.
Tra ieri e oggi ho aspettato treni (in ritardo! sic!) a Bologna, Parma e Torino e mi sono chiesta in tutti e tre i casi se c'è sempre stato l'annuncio che avvisa che la stazione è sorvegliata da telecamere e che i bagagli incustoditi verranno controllati. O se ci ho fatto caso solo ora.
28.06.1980
Per quello che vedo e per quanto ne so, conosco due soli buoni motivi per credere al matrimonio.
Sono seduti di là, in soggiorno.
Un quarto di secolo, mamma e papà.
("Sì, ma io, con tuo padre, ci sto da 31 anni,eh!")
Più simili al Texas che al Massachussetts
Così saremmo noi italiani secondo le dichiarazioni di Buttiglione riportate dal New York Times (non so voi, ma io, per l'immagine che ho degli USA, non riuscirei a prenderlo come un complimento in nessun caso).
Poi c'è anche Ruini che si dice colpito dalla maturità del popolo italiano.
Insomma, l'analisi la lasciamo a Mannheimer: "This is a victory for the church, but Italian politicians should not think it is only the church, because of this apathy".
Non posso fare a meno di pensare che ho fatto bene a non comprare quotidiani nel day-after. Tanto l'acidità di stomaco mi è venuta comunque guardando una copia del Resto del Carlino abbandonata sul tavolo di un bar: il presidente della CEI in copertina e un trafiletto di Bruno Vespa titolato: "Non siamo clericali".
No, non siamo un paese di clericali. Siamo pure apatici.
Liberi sì, ma...
Clementina Cantoni è stata liberata ed è tornata in Italia.
[spiegazione del link: a linkare i quotidiani e l'Ansa son buoni tutti, quindi...]
E mi fanno notare che nessuno è sceso in piazza per lei (o quasi, forse a Milano?). Non sono stata attentissima, ma in effetti non mi sembra di ricordarlo. Ho sentito invece di diverse dimostrazioni in piazza delle vedove di Kabul che la volontaria italiana aiutava.
Ieri leggevo l'intervista che la ragazza ha rilasciato a Repubblica. La mia attenzione è stata catturata da un dettaglio banale: il fatto che i suoi rapitori avessero riso di queste manifestazioni di piazza. Non ho potuto fare a meno di pensare che invece i rapitori di Giuliana Sgrena (altre persone, certo, non delinquenti comuni come questi) erano rimasti particolarmente impressionati dal vedere che anche un calciatore famoso portava una maglietta che chiedeva la sua liberazione.
Ora, io sono contentissima che le prigioniere siano liberate, niente storie imbecilli su chi se le va a cercare (le lascio a ministri stupidi e giornalisti - o presunti tali -stupidi)...
Però, per quanto le differenze tra le due situazioni siano tante, c'è una vocetta antipatica (sommessa e anche un po' stridula, a dirla tutta) che suggerisce che forse ci sono distinzioni anche tra i prigionieri e che anche lì, magari, con una raccomandazione...
Di lauree honoris causa e altri demoni
Non capisco perchè si parli di lauree honoris causa di dubbia assegnazione mentre invece si taccia su questa qui, che concettualmente ha...come dire...un senso (tanto per parafrasare un neolaureato).
Fear is a powerful thing
Forse ha ragione Sandro Portelli quando scrive che il rapporto sull'uccisione di Calipari è stato già scritto da Springsteen in un certo senso. Paura, questa è la parola chiave di questa situazione. Per la gente coinvolta in prima persona ogni giorno, per i morti quotidiani che ormai sono solo un bollettino che passa inosservato.
Probabilmente non per chi la dirige, da ambo le parti. Forse anche loro hanno diavoli e polvere nell'anima ma, in fin dei conti, non sono costretti a guardarli negli occhi ogni giorno.
Devils and dust
Got my finger on the trigger
But I don’t know who to trust
I look into your eyes
There’s just devils and dust
We’re a long, long way from home Bob
Home’s a long, long way from us
Feel the dirty winds blowin’
Devils and dust
I got God on my side
I’m just trying to survive
But if what you do to survive
Kills the things you love
Fear is a powerful thing
It can turn your heart black you can trust
It’ll take your God-filled soul
Fill it with devils and dust
Well I dreamed of you last night
In a field of blood and stone
Blood began to dry
And a smell began to rise
Well I dreamed of you last night Mom
In a field of mud and bone
And your blood began to dry
The smell began to rise
Got God on our side
We’re just trying to survive
But if what you do to survive
Kills the things you love
Fear is a powerful thing
It’ll turn your heart black you can trust
It’ll take your God-filled soul
Fill it with devils and dust
It’ll take your God-filled soul
Fill it with devils and dust
Now every woman and every man
They wanna take your right to stand
Find the love with God wills
The faith that He commands
I’ve got my finger on the trigger
Tonight faith just ain’t enough
And I look inside my heart
There’s just devils and dust
But I’ve got God on my side
And I’m just trying to survive
But if what you do to survive
Kills the things you love
Fear is a dangerous thing
It’ll turn your heart black you can trust
It’ll take your God-filled soul
Fill it with devils and dust
It’ll take your God-filled soul
Fill it with devils and dust
(il manifesto - via padre spirituale)
Elenchi (l'avevo detto che cominciavo coi bilanci stupidi)
Libri che sono piaciuti a tutti ma che a me non hanno detto granchè:
- Non ti muovere, M. Mazzantini
- Il giovane Holden, Salinger
- Cime tempestose, E. Bronte (questo più di tutti...ma come ha fatto a diventare paradigma romantico per eccellenza? Io prenderei a schiaffi Catherine dall'inizio alla fine!)
Film, o meglio, trilogie cinematografiche che hanno suscitato in me talmente tanto interesse che non le ho viste (attirandomi gli anatemi di svariati amici, specie aspiranti ingegneri):
- Matrix
- Il Signore degli Anelli
- Star Wars (che poi sono praticamente due trilogie)
n.b. si vede che io e la fantascienza siamo su due pianeti diversi (ah ah!)?
Comprare spiaggia, vendere spiaggia
Update: citazione doverosa per il titolo di Lia Celi: "Vendi due spiagge, paghi tre monti" Il ministro Matteoli ha deciso di esercitare la prelazione per comprare la spiaggia di Budelli, stupenda isoletta dell'arcipelago della Maddalena, nota per la sua spiaggia rosa (set, tra l'altro, di Deserto rosso). Tra parentesi credo sia uno dei pochi angoli ancora incontaminati del Mediterraneo e ci sono stata l'estate scorsa: una meraviglia come non avevo mai visto. Dopo la Sardegna tutte le volte che sono andata al mare ho rischiato una reazione tipo la pubblicità della Costa crociere, quella con la coppia che ripensa alla vacanza e si mette a piangere. Divagazioni a parte, fortunatamente, a fronte della
Negli ultimi tempi Francia e Inghilterra stanno facendo significativi movimenti per comprare spiagge e beni ambientali di proprietà di privati. Vabbè essere in controtendenza, ma è così difficile capire che lasciare beni ambientali in mano ai privati porta al rischio di comprometterli irrimediabilamente?
*mia madre mi fa perfidamente notare che potrebbe essere una manovra per distrarre l'attenzione da qualcosa di più grosso
Senza entrare nel merito
Qualche giorno fa pranzavo con la tv accesa e mi è capitato di guardare un mini speciale del Tg3 sul referendum sulla fecondazione assistita. Il giorno prima avevano illustrato le ragioni del sì, quindi toccava a quelle del no.
Ospiti erano Rosy Bindi e Rosa Alberoni. Mi ha colpito molto l'idea che una stessa posizione abbia modalità di espressione così diverse. Rosy Bindi esprimeva le ragioni per cui sarebbe andata a votare "no", pur non ritenendola una legge perfetta. Non entro nel merito.
Sono invece rimasta basita (che belle parole che uso, a volte) sentendo la Alberoni sostenere che, se abbiamo le nostre idee (noi chi?) è inutile chiamare il popolo a decidere.
La democrazia sarà pure imperfetta, ma a me francamente sembra una concezione dittatoriale. Tra l'altro ieri un ciellino (e vabbè!) sosteneva bene o male la stessa cosa mentre parlava con mio padre. Il quale (mio padre) ha risposto che non di sola CEI vive il cattolico. In pratica, anche se Ruini, che della Cei è presidente, dice di non andare a votare questo non significa che un cattolico non debba andare a votare. Non perchè gli è stato imposto, ecco.
"Il mio essere cattolico vede il dialogo come parte integrante del confronto con gli altri" ha concluso il genitore.
Un po' di silenzio
Della morte del Papa si è detto e scritto (e mostrato, purtroppo) di tutto e di più.
Io mi limito a segnalare quello che ha scritto Rossana Rossanda sul Manifesto qualche giorno fa.
Pozzi di lacrime
E dire che mi stavo commuovendo, davvero.
La carità, l'attenzione per una realtà sfortunata e lontana da noi.Se ne è parlato addirittura in una manifestazione nazionalpopolare delle massime...Che bello.
Poi due sere fa ascolto Pierpaolo, tornato da pochi giorni dopo un anno in Sudan come funzionario Unicef e scopro che sì, in Darfur hanno trovato il petrolio.
Parte seconda: si discute se il massacro che sta avvenendo in Darfur sia da classificarsi come genocidio. Pierpaolo dice che non ce ne siano le condizioni. E, ora che so del petrolio, mi fa rabbrividire sapere che il governo Usa sostiene il contrario. La definizione di genocidio sarebbe un ottimo mezzo per sentirsi autorizzati a invadere l'ennesimo paese con il bisogno di "democrazia da importare".
n.b. Per dire, anche Amnesty la pensa allo stesso modo, ma le motivazioni sono parecchio diverse, direi.
Un silenzio val bene un silenzio
Oggi il comitato elettorale di quest'uomo, candidato sindaco nella mia città, ha annunciato che non avrebbe fatto campagna elettorale in segno di rispetto per le condizioni del Papa.
Per darne comunicazione alla cittadinanza ha distribuito volantini e affisso manifesti che lo spiegavano (?!).
Senza contare che le macchine (e un pullman!) hanno continuato a girare per la città e che ho trovato l'ingresso del mio palazzo pieno di volantini esattamente come ogni giorno.
Sono così assurda a sperare in una campagna elettorale dignitosa o quantomeno coerente?
Staccate la spina. Quella delle telecamere.
Ho seguito con un certo distacco la vicenda di Terri Schiavo. Perchè sinceramente un'opinione schierata non riesco ad averla. E, se l'avessi, mi verrebbe il dubbio che, se capitasse a una persona che amo, la mia opinione potrebbe non tradursi in una coerente azione pratica.
Però l'unica cosa saggia (da cui prendo, pari pari, il titolo del post) a riguardo l'ha scritta Beppe Grillo sul suo blog. Chiara e concisa.
E io sottoscrivo.
(su gentile segnalazione del padre spirituale)
Conviene una revisione dagli svizzeri...
L'ultima accusa fa parte dell'inchiesta sulla compravendita dei diritti cinematografici.
Per il capogruppo al Senato, Renato Schifani, si tratta della "solita giustizia a orologeria, a dieci giorni dalle elezioni regionali".
Fosse anche vero, mi sembra quantomeno affrettato definirla tale, parlando di uno "assolto", o meglio, non condannato, a causa della prescrizione.
C'era una volta una città di pace
Ricordo esattamente cosa ho fatto la mattina di due anni fa, il 19 marzo 2003.
Seguivo un corso di Semiologia del cinema e le proiezioni erano previste per l'infausto orario delle 9 del mattino. Contro ogni desiderio e con il sonno incalzante ho attraversato la città per sciropparmi l'ennesimo film del monografico su eroi e supereroi.
Anche quando si sa che le cose andranno diversamente non si può fare a meno di sperare fino all'ultimo. E io l'ho fatto finchè non mi è arrivato il messaggio di un amico che mi annunciava l'inizio della guerra in Iraq.
In quel momento mi è sembrato abbastanza ridicolo stare in un cinema. E ho avuto un moto di nausea rendendomi conto che il film proiettato era Superman. Sono uscita di scatto e ho girato per la città un po' stordita, come quando ci si è svegliati dopo poche ore di sonno. Credo di essere andata ai giardini o in piazza. Ricordo che c'era il sole.
Mi è venuto in mente oggi pomeriggio, mentre ascoltavo la discussione di laurea di una mia amica, mentre lei diceva che il primo nome della città di Baghdad significava "città di pace".
Cose che dico da un pezzo (ma se le dice lui c'è caso che lo ascoltino?)
Da Repubblica di ieri.
Intervista di Marco Marozzi a Romano Prodi
[...]
Domanda: Un'Italia da reinventare?
Risposta: Non possiamo più reggere se nella facoltà di comunicazione ci sono dieci volte più studenti che in ingegneria.





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