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Categorie cose che capitano

Lostaholic

di svaroschi (31/08/2005 - 13:03)

Sapevo che sarebbe andata a finire così, lo sentivo sin da questo post (e da quelli che lo avrebbero seguito) che mi ha instillato curiosità.

Lo sentivo quando leggevo i commenti in giro sul web. Lo sentivo a marzo quando mio fratello ha cominciato a seguirlo. E poi quando ha cominciato a tartassarmi ogni singola volta che tornavo a casa affinchè io facessi altrettanto.

Abbiamo gli stessi gusti su queste cose, io e mio fratello. Ed è esattamente per questo che ho simulato disinteresse, perchè sapevo che una volta cominciato non avrei più potuto smettere. Ora, a cose fatte, in questi giorni ho ceduto: mi sono sparata tutta la prima serie di Lost e, ovviamente sono anch'io "nel tunnel" delle mille domande che la fine della serie ha lasciato.

Ovviamente attendo con ansia la seconda stagione.

Meno male che c'è EmmeBi a darmi qualche certezza.

N.B. noto dalle pubblicità su Rai Due che trametteranno Desperate Housewives da lunedi 12 settembre in prima (!) serata...non l'avrei mai detto, davvero. Secondo me ne ricaveranno vantaggi di audience...figuriamoci le polemiche e la pubblicità che ne verrà fuori quando si arriverà, che so, a capire quali sono gli effettivi problemi di Bree e suo marito...(poi sbatteranno la serie in seconda serata, ne sono quasi sicura)

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Paura, eh?

di svaroschi (29/08/2005 - 12:03)

Fobie che mi assalgono di tanto in tanto quando penso che sto per partire:

- se gli americani parlano troppo veloce e non capisco quello che dicono?

- se gli americani hanno una pronuncia assurda e non capisco quello che dicono?

- se mi perdo nel campus? (il mio senso dell'orientamento è inversamente proporzionale alle dimensioni della città dove mi trovo: ecco perchè non temo di perdermi a NY ma ho delle remore ad addentrarmi da sola nel centro storico della mia città)

Fobie che gli altri cercano di instillarmi (senza successo per fortuna):

  1. categoria "Ma non hai paura a viaggiare da sola?"

    - e se ti succede qualcosa in aereo?

    - e se ti succede qualcosa all'immigrazione?

    - e se ti succede qualcosa a Roma il giorno prima che tu parta?

    - e se ti succede qualcosa a Londra mentre fai scalo?

    - ma tu arrivi a New York...ci pensi quanto è pericoloso?!

  2. categoria "Frivolezze varie ed eventuali"

    - e se vicino a te è seduto un grassone e non ce la fai dormire (copyright Tirannoz)

    - e se il cibo fa schifo e ingrassi?

    - e se il cibo fa schifo e dimagrisci?

  3. categoria "Assurdità"

- e se poi non vuoi tornare? (come se potessi avere paura di una simile eventualità)

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Microcosmo

di svaroschi (25/08/2005 - 21:27)

Per qualche giorno sono l'unica occupante di casa mia. Insolitamente vuota. Silenziosa.

In certi momenti mi sento come quando, bambina, venivo lasciata a casa da sola ed era come avere un piccolo mondo a mia disposizione. Ora non c'è la "trasgressione" di cercare, che so, i dolci nascosti o andare a letto più tardi dell'orario stabilito. Ora si fanno le ore piccole a sfinirmi gli occhi sulla tesi, a scaricare canzoni e a ruminare gli ultimi mesi (senza fare bilanci, gente, non mi riconosco più) in attesa del salto del continente.

Il salto del continente è sport che andrebbe comunque praticato almeno una volta nella vita. Il magnifico effetto positivo che ha avuto su di me è quello di riuscire dove anni di forza di volontà hanno fallito: vivere il momento senza preoccuparmi del futuro. In altri tempi sarei stata terrorizzata dal cambiamento radicale e più ancora dal cambiamento di quello che lasciavo.

Ora, curiosamente, anche se, i dubbi, le domande, le questioni in sospeso aumentano di giorno in giorno non devo fare nemmeno uno sforzo per farli andare in quella sorta di contenitore praticamente a tenuta stagna con su scritto "Apri al tuo ritorno" (non prima di Natale, quindi). Viene naturale, così come viene naturale camminare a piedi nudi sul pavimento freddo (ha ricominciato a far caldo appena sono tornata dalle vacanze o è una mia impressione?) e riguardare gli ultimi mesi con ritrovata serenità e districare tra i quintali di parole e preoccupazioni quelle piccole cose buone che ho trovato, capito. Mio malgrado, contro quelle che ormai sono abitudini più che convinzioni.

Tempo e spazio sono le necessità, ed è meno banale di quanto possa sembrare.

 

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Lettere da una vacanza/3

di svaroschi (25/08/2005 - 11:54)

Rivelazioni. Patologico: basta dire che cambi continente per qualche mese ed ecco che le persone si sentono in dovere di confessarti torti che ti hanno fatto. Ne faccio volentieri a meno, dal momento che non vedo l'utilità, ad esempio, delle parole di una persona che non sento e non vedo da molti mesi (per una mia precisa scelta, peraltro) e di cose analoghe. Fossimo in un teen-telefilm avrei almeno ricevuto qualche dichiarazione a sfondo sentimentale. Invece no. L'età adulta, uffa!

Soul kitchen's curse. Nei commenti a questo post un certo blogger ha detto "Prometto di non odiarti per il fatto che vai in vacanza. Tanto pioverà! ". Inutile che vi dica come è andata finire la mia permanenza sul Gargano (e il giorno che ho trascorso sul lago di Garda). Suz, il prossimo anno che devo fare? Sacrifici umani?

Treno. Viaggiare in treno è una cosa che faccio di frequente e di solito porta esperienze spiazzanti. Tipo il treno che ho preso da Bologna a Trento in cui si sentiva parlare solo tedesco. E soprattutto il treno che ho preso da Trento a Bologna in cui si sentiva parlare solo cinese (giuro, nel vagone dove mi sono seduta eravamo solo due italiani). Il treno per andare sul Gargano, invece, era esattamente come al solito, quello sempre strapieno che prendo per tornare a casa. L'unica novità è che per la prima volta ho trovato qualcuno proveniente dall'altro versante dell'Italia. Nella fattispecie, ahimè, un genovese di mezz'età. Ahimè, non perchè fosse genovese, ma genoano. Non è difficile immaginare con che discorsi mi abbia stordito nei tre quarti d'ora in cui siamo rimasti bloccati in corridoio.

Viaggi. Negli ultimi due mesi ho girato parecchio. Sei regioni, due laghi, mare e montagna ("E lo dici pure? E allora la Soul kitchen's curse te la meriti!!"). E ora siamo a 'meno due settimane' alla grande partenza.

Fine dei resoconti vacanzieri. Continua l'anno prossimo...

(Anche se in realtà dovrei sperare il contrario. Il non avere ferie significherebbe avere un lavoro, per cui...)


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Lettere da una vacanza/2

di svaroschi (23/08/2005 - 20:03)

Segue da qui.

Impresa. La scalata sulle Dolomiti del Brenta, dal lago di Molveno fino ad arrivare qui. La scalata era abbinata a uno degli eventi della rassegna "I suoni delle Dolomiti". Che è stato bello (un po' breve), per carità. Ma la fatica della scalata (da 1300 a 2500 metri!!) sarebbe stata compensata in ogni caso dall'essere svegliata dal primo raggio di sole e dalla visione dell'alba: le cime che spuntano tra le nuvole e il sole che riempie tutto.

Mattia. Bambino di un paio d'anni che ha allietato le nostre giornate in Toscana. Oltre alle funzioni vitali Mattia esprimeva se stesso in un'unica attività: piangere. Perchè aveva fame, sete, sonno, voglia di giocare e qualunque altra cosa. Diventato sinonimo di "incredibile rompiscatole". Una sola cosa era peggio di Mattia: il padre supercafone dalla voce tenorile e dal multiforme ingegno in termini di bestemmie, come nella migliore tradizione toscana (sempre al telefono, chissà con chi parlava). L'unica cosa ripetibile è "testa di 'ofano"(cofano). Il che ci ha fatto supporre che fosse un meccanico. Dico supporre, perchè poi ha ignorato evidentemente i nostri saluti, figuriamoci parlare.

Nuovo corso del mondo. Non so interpretare in altro modo i segni che mi arrivano. La mia coinquilina superriservata si è fidanzata con uno dei corteggiatori. E ha sorprendentemente scelto quello "lontano" (spagnolo, nella fattispecie). Per la cronaca, quello per cui facevo il tifo.

Ossessione. Quella che ho da mesi per New York. Che si manifesta in varie forme. Tipo chiedere consigli su guide da comprare, informarsi sulle tipologie di guide, chiedere informazioni sui precedenti viaggi a New York, fermarsi ore in ogni libreria a guardare guide su NY. Senza comprarne nemmeno una. Quasi nessuno tra le persone che frequento abitualmente è stato a New York, pare. Ma mi si affaccia il dubbio che qualcuno si sia "dimenticato" di esserci stato. Chissà perchè.

Persone. Sara, ottima padrona di casa a Trento. Silvia e Corrado, compagni di scalata. Ale e i suoi amici, fantastici come al solito. E Ilaria che mi ha fatto sentire così a mio agio da farmi domandare se per caso non fossi nata in Piemonte e vissuta in quella casa da sempre. I compagni di viaggio sono sempre fondamentali.

Continua...

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Nuove tecnologie...a scoppio ritardato

di svaroschi (23/08/2005 - 19:57)

Sono una persona paziente su molte cose.

Su altre invece mi innervosisco facilmente. Ma, a parte i presidenti del Senato che dicono che la muticulturalità è una cosa sbagliata e usano il termine "meticcio" come non si usava dai tempi del Far West, il massimo è raggiunto quando c'è da chiamare un call center o un numero di assistenza clienti per poi scoprire che ne so più dell'operatore. Lo trovo concettualmente inammissibile.

L'apoteosi però si raggiunge in casi come quello odierno. Il telefono di Casa Sud non dava segnale. Abbiamo pensato a un blocco della linea e abbiamo chiamato il 187. La loro fortuna è stata che la telefonata sia stata fatta da mio padre, il quale ha linearmente spiegato la situazione per sentirsi rispondere: "Com'è possibile?! Lei è connesso a Internet e contemporanenamente ha la linea telefonica libera?!".

Il genitore, serafico: "Certo, ho l'ADSL. Da tre anni."

Quando dopo tre minuti è stato palese che l'operatore non credeva all'esistenza dell'ADSL, o meglio, alle possibilità che offre ("Lei riesce a fare questo da tre anni!!"), senza peraltro degnarsi di risolvere il problema, stavo già dando chiari segni di insofferenza.

Ci sono voluti altri quindici interminabili minuti perchè se ne facesse una ragione e capisse che il problema era appunto il blocco della linea. Ha sbloccato la linea, l'operatore. Senza ricevere insulti. Io ero dall'altra parte della casa, solo per questo.

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Lettere da una vacanza/1

di svaroschi (22/08/2005 - 13:12)

E intendo proprio singole lettere dell'alfabeto. Per illustrare e sintetizzare la mia vacanza (chè ho la tendenza a essere logorroica, si sa). Ehi, ovviamente non c'è una voce proprio per tutte le lettere dell'alfabeto.

Abbronzatura. Indiscutibile. Ottima e abbondante. Dopo un mese in giro tra mare e montagna mi sembra il minimo.

Chiesa cattolica. Sto seguendo con attenzione e un po' di scetticismo (e non molto costantemente) gli inizi del nuovo Papa. Il giorno di Ferragosto sotto le mie finestre è passata una processione. La presenza di una banda paesana al seguito non mi ha molto colpito. Sono rimasta invece un po' preoccupata dal fatto che abbiano suonato la "Marcia di Radetzky" (non sto scherzando)

Espiazione. La mia pigrizia (vedi P) che negli ultimi dieci giorni mi ha portato a scendere in spiaggia con molto comodo è stata punita con il Corriere come unica fonte di informazione. Colpa di RCS che lo fornisce a chi compra La Gazzetta dello Sport. Colpa di mio padre che in spiaggia legge La Gazzetta dello Sport. E soprattutto colpa mia che mai, dico mai, mi sono alzata prima.

Fuga. Quella dei miei neuroni. Tutti i tre. (A onor del vero ne è rimasto uno part-time, vedi G)

Gialli. L'unica forma di lettura che mi sono concessa, l'unica forma di lettura di cui sono stata intellettivamente capace dopo un anno in cui mi sono spremuta. Noto con un certa soddisfazione che ho indovinato la soluzione di tutti e tre. Il che mi induce a pensare che ho trattenuto tutte le informazioni sui gialli letti. Se gli altri neuroni non tornano resteranno solo quelle.

Coming soon...le altre

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Summertime's in bloom

di svaroschi (22/07/2005 - 22:37)

La mia coinquilina puritana esce con due ragazzi contemporaneamente (e pare gliene piaccia un terzo).

Mia cugina ha mollato l'ipergeloso e opprimente ragazzo dopo otto anni. Al momento ha una vita sentimentale turbolenta che nemmeno una sedicenne. E ha un'analoga maturità nel gestirla.

Mia madre si è messa in testa di essere Miss Match, ha stabilito che è tempo che mio zio si trovi una fidanzata e gli ha combinato "un avvicinamento" con una sua collega.

Deve essere un virus che gira. Tra pochi giorni comincia la mia vacanza in Toscana, poi Trentino. Nel timore che questa roba sia contagiosa io starò calma, calmissima.

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Una risposta cattiva, una qualunque

di svaroschi (20/07/2005 - 13:26)

Ieri ero in giro per il centro ad attaccare annunci per l'affitto del mio posto letto nei mesi in cui sarò via. A un certo punto un vigile mi chiama mentre attacco un volantino. Capisco che ora in quella zona non si possono attaccare e quindi tiro dritto. Ed ecco che il vigile mi richiama: "Signorina, NON può attaccare annunci qui".

Già perchè ho commesso l'errore di non rimettere il foglio nella borsa, errore imperdonabile per una forma mentis che deve essere poco più che un fossile. Mi fermo, lo fisso e gli dico che ho capito (avevo già capito la prima volta!) e platealmente rimetto il foglio in borsa. Il vigile si ritiene soddisfatto e torna a sedersi sulla macchina.

Sarà il caldo, la stanchezza fisica e mentale e il sonno arretrato...fatto sta che mentre mi allontano ho provato l'irresistibile impulso di dargli una risposta sarcastica e anche cattiva, una qualunque.

Forse solo per essere un po' perfida, solo perchè questa diplomazia connaturata a volte mi viene a noia.

Forse perchè sono stufa di sentire risposte del genere, spesso gratuite, rivolte a me o ad altri. Stufa di sentirmi stupida perchè sono educata.

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Una strana cosa

di svaroschi (18/07/2005 - 10:15)

Tra giovedì e domenica ho totalizzato 12 ore di sonno e sei di treno, due rinfreschi di laurea e due feste (di cui una durata un weekend). Sono in debito di sonno, ma non è per questo che mi sento sfasata.

Ho salutato gli amici di Bologna e quelli spagnoli, ormai alla fine del loro anno di Erasmus. Sto raccogliendo le raccomandazioni delle amiche ("non tornartene con un ragazzo americano", "torna con un ragazzo americano", "compra un paio di Manolo Blanhik" e altre amenità tipicamente femminili).

Sto entrando nell'ordine di idee di preparare la valigia. Il visto è arrivato, i biglietti pure. Giovedì torno a casa sud. Mi sto abituando all'idea che a settembre non sarò qui e, a dire il vero, Bologna mi facilita l'addio regalando una cappa di afa che la metà basta (e rende difficile sentire nostalgia, anche se non posso negare di amare questa città). Sei mesi passano velocemente, forse passeranno troppo in fretta.

Una strana cosa che io riesca a lasciare un posto senza rimpianti. Una grossa cosa, per me. Forse è perchè, per una volta, la mia voglia di cambiamento è superiore alla necessità che ne sento. Potrebbe essere un segnale che sto crescendo. Non molto, eh. Diciamo una bambina grande (definizione polisemica della genitrice).

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Vostro onore, ho concluso

di svaroschi (12/07/2005 - 13:10)

La notizia del giorno è che HO FINITO GLI ESAMI!!

Sto facendo una dannata fatica a camminare senza saltellare.

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Visto, si parta

di svaroschi (06/07/2005 - 16:52)

Dopo una sfilza di appassionanti domande e una sorta di interrogatorio telefonico avevo notevoli aspettative per la mia "intervista" (così la chiamano) al consolato americano a Firenze.

Tipo, ti fanno entrare in una stanza e un signore con immacolata camicia bianca e completo scuro prova a farti cadere in contraddizione con mille domande (ma io avrei resistito stoicamente, si sappia e avrebbero dovuto concedermelo, il visto, volenti o nolenti!!)

Sì, è una fesseria, s'intende, però sono rimasta delusa nel constatare che in pratica si trattava di un paio di domande fatte da un impiegato in un stanza piccola con tre sportelli. Sembrava di essere alla posta a pagare una bolletta. Tanto che qualcuno, dopo le domande, ha chiesto "E l'intervista?".

In realtà era una passeggiata solo per chi, come me, è italiano e va negli USA per motivi di studio. Il visto è stato negato a molti stranieri perchè non avevano i requisiti necessari in quanto a legami stabili con l'Italia dal punto di vista familiare, economico e sociale. Dove non ho capito cosa si intende con "forti legami sociali". Anche l'acidissimo impiegato continuava a ripeterlo senza dare ulteriori spiegazioni. Mah!

Non ve lo voglio spiegare quanto è bello camminare sotto il sole a Firenze (io, abituata ai portici bolognesi...) per mezz'ora a ora di pranzo per raggiungere l'unica filiale di Mail Boxes che si occupa della spedizione del passaporto. Il visto arriverà fra due o tre giorni.

 

Update: ho dimenticato di dire una cosa abbastanza carina: credo mi abbiano preso le impronte dell'indice destro e di quello sinistro!!

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Lonely Planet?

di svaroschi (04/07/2005 - 11:08)

Viaggiatori, strana gente.

Io ho bisogno di comprare una guida per New York e/o per la East Coast e tutte le persone a cui ho chiesto un consiglio sono classificabili in due categorie:

1. chi mi consiglia caldamente la Lonely Planet, della serie "Non puoi comprare altro" (o anche "Non ti azzardare a comprare altro!")

2. chi mi sconsiglia altrettanto caldamente la Lonely Planet, della serie "Come puoi comprare una roba simile?!"

Denunciando la mia ignoranza in materia e attendendo di essere scomunicata da almeno la metà dei miei amici viaggiatori di lungo corso, attendo consigli da chi passa di qui. E soprattutto spiegazioni.

Già, perchè nessuna di queste persone si è mai degnata di darmi una motivazione della propria posizione in merito. 

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Question time

di svaroschi (23/06/2005 - 21:30)

Insomma, ce l'ho fatta.

Dopo svariati tentativi telefonici a botte di 1,80 euro al minuto (tanto costano le telefonate al consolato) sono riuscita a prendere appuntamento per l'intervista per il rilascio del visto per gli Stati Uniti.

Ah, al consolato americano non vogliono borse: non si possono portare borse e non c'è posto dove lasciarle. Dopo alcune contrattazioni (sempre per la modica cifra di 1,80 euro al minuto) sono riuscita a ottenere di poter portare una borsa "molto piccola". Una cosa da ridere, considerando che le mie borse, per quantità e varietà di contenuto, sono molto più simili a quella di Mary Poppins che non a delle borse comuni.

In ogni caso il 6 luglio sarò a Firenze, se qualcuno si trova da quelle parti e vuol farmi compagnia faccia un fischio.

Sì, in realtà mi serve qualcuno a cui affidare una borsa di dimensioni decenti. Mi sa che una borsa piccola non ce l'ho nemmeno. Proprio mai avuta.

Ma non è la mia sola preoccupazione. Considerando che nei documenti per la richiesta del visto ho già dovuto affermare che no, non faccio parte di organizzazioni terroristiche e no, non ho partecipato a genocidi e persecuzioni naziste, non oso davvero immaginare cosa potrebbero chiedermi a questo punto.

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L'occasione di dire no

di svaroschi (21/06/2005 - 09:17)

Ci sono domande che, pensi, non ti faranno mai. Ci sono risposte che, pensi, non potrai mai dare. Ci sono cose che sai per sentito dire e, temi, forse non sperimenterai in prima persona. E il dubbio non è mai rassicurante.

Un giorno, però, confido che anche voi vi sentiate porre una di quelle domande che scandagliano la profondità del vostro essere e della vosta vita passata e futura:

Do you seek to enter the United States to engage in export control violations, subversive or terrorist activities, or any other unlawful purpose? Are you a member or representative of a terrorist organizations as currently designated by the U.S. Secretary of State? Have you ever participate in persecutions directed by the Nazi governement of Germany; or have you ever participated in genocide?

Se questa domanda vi viene posta all'atto della richiesta del visto per gli USA, come mi è successo ieri, è consigliabile rispondere "no". Per tutti gli altri tipi di conversazioni potete regolarvi come preferite.

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è necessario simulare una parvenza di normalità...

di svaroschi (07/06/2005 - 16:57)

Resoconto dello scorso weekend (e inizio settimana) per frasi sparse. Per la cronaca, queste frasi mi sono state rivolte; ahimè, non ne ho pronuciata nessuna.

- "Dici che al concerto dei Duran Duran non ci saranno occasioni perchè lui mi tradisca?"

- "...ma questo non è certo un invito a essere promiscua..."

- "La decadenza comincia dopo i 25 anni....Ah, comunque son tutti uguali gli uomini, nessuno che riesca a invecchiare con dignità..." (detta da un uomo)

- "Alessio mi ha detto che a settembre ha due giorni liberi e mi ha chiesto se voglio andare a Bangor con lui. Dici che due giorni sono pochi per andare nel Maine?"

- "Capisco che lì dentro ci sia molto materiale per la sua tesi. Ma la biblioteca è chiusa per ristrutturazione. Fino a ottobre."

- (in risposta a un invito per una birra) "Sto entrando a cinema. Questa settimana vado in Grecia, ma la prossima ci sono."

- "Maglietta celeste, coda...Sì, sei tu. Mi hanno mandato a cercarti. Ci sono da inserire dei fogli nella stampante."

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Praticamente siamo le nuove sciampiste (però colte)

di svaroschi (01/06/2005 - 13:05)

Devo dire che è stato bello leggere un'intervista al responsabile di una grossa agenzia di selezione del personale in cui il soggetto in questione (che già era partito malissimo autodefinendosi "bocconiano") affermava che Scienze della Comunicazione "è una facoltà piacevole e divertente" e che "tutte le figlie delle sue amiche la frequentano" (i figli no). Bello, nel senso masochistico del termine, anche in virtù del fatto che era sabato sera e io non ero uscita per preparare un esame piacevole e divertente come solo quello di Diritto d'informazione sa essere.

Il circolo si è chiuso stamattina scoprendo che, mentre io mi affannavo a sostenere il mio ventinovesimo e penultimo esame, Valentino Rossi ha avuto la mia stessa identica laurea per motivi non meglio precisati. Sì, ho provato a leggere l'articolo su Repubblica, poi l'occhio è caduto su qualche paragone con Alessandro Magno buttato lì e ho deciso di non sottopormi a questa tortura inutile. Già negli ultimi tempi ho visto e sentito tante di quelle banalità che non so cosa fare per ristabilire una media accettabile...

Nel dubbio inizio questo lungo weekend di cazzeggio con un gelato da Gianni. E chi vive a Bologna sa cosa intendo...

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Retroscena

di svaroschi (01/06/2005 - 12:36)

"Dopo contatti telefonici, e-mail con il programma, e-mail con il mio numero di telefono, e-mail con le indicazioni per raggiungere il luogo dell'incontro..be'...ci credi? Mancava la metà delle persone invitate. E, quando ho provato a contattarle, una non rispondeva, una mi ha detto che se ne era dimenticata e una che ha avuto un intoppo e voleva chiamarmi ma non aveva il numero (come sarebbe a dire?!).

Poi, mentre già mi ripetevo che in fondo non poteva andare peggio, la ragazza che conduceva l'incontro mi ha invitato a fare un intervento definendomi esperta dell'argomento. Detto per inciso, tutti sapevano che mi sarebbe stata fatta quella domanda...tranne la sottoscritta che, tanto per chiarire, era sfatta per il caldo, nervosa per l'esame imminente e col cervello praticamente...

...senti, capisco che sia divertente da sentire, però, mamma, potresti smettere di sghignazzare o almeno farlo in silenzio?"

Tralascio i commenti di risposta. La genitrice sviluppa umorismo e simpatia ogni giorno di più. Un giorno il grande pubblico conoscerà il suo lato cabarettistico sepolto dall'immagine di insegnante esigente e donna perfetta sotto ogni punto di vista.

n.b. L'incontro non è stato affatto un incubo come si preannunciava, per merito dei partecipanti. Ringrazio Davide e Alessio che hanno detto cose interessanti e hanno stimolato il pubblico (inspiegabilmente attempato). Poi, certo,la discussione si è accesa (ed è continuata dopo l'incontro) quando il discorso è scivolato sul calcio...(e uno non dovrebbe dire "Vabbè, siamo in Italia"?)

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You'll never walk alone

di svaroschi (26/05/2005 - 11:19)

Sms spedito ieri alle 22.07

"Sai che sto cominciando a credere in questo Liverpool?"

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Ora posso piangere?

di svaroschi (24/05/2005 - 18:21)

Ho appena spiegato a una mia compagna di studi i principali concetti della legge Gasparri. Non riusciva a capire e così le ho fatto dei paralleli con Centovetrine, soap opera che segue con fedeltà e che mi obbliga a vedere a ora di pranzo.

Ecco, ora io non vorrei dire, però così ha capito.

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