Are you going to Tv Fair?
Ieri fiera dell'inutilità televisiva, tanto per cambiare.
A volte il mio senso civico mi dice che dovrei guardare la tv in tarda serata e usufruire dei dibattiti televisivi relegati a tarda ora, chè il rigetto che ho verso la politica negli ultimi tempi non va bene, no no.
So che magari potrei e ieri ci ho provato, eh. Però quando sono finita su "Punto e a capo" ho avuto i brividi. I conati sono iniziati quando ho sentito che il tema della serata era un libro che raccoglieva gli insulti al premier. L'obiettivo era naturalmente quello di mostrare la degenerazione dello scontro politico, degenerato nelle offese personali ecc.
Per dare un tocco di classe, o forse perchè nessun altro aveva voglia, c'erano quattro donne a dibattere il tema, due per parte, ovviamente, perchè la par condicio non si nega a nessuno. (E poi non vi azzardate a dire che in Italia le donne non hanno ruoli politici di rilievo, guardate qui!)
Il tenore della conversazione lo lascio intuire, anzi immaginare, anzi devo immaginarlo pure io, dato che l'interesse era tale che intanto sono andata nell'altra stanza a sistemare delle cose e a fare altro per un po'. Sono tornata appena in tempo per sentire Elisabetta Gardini, portavoce del premier (o una cosa del genere), che spiegava "Io ho interrotto lei per la proprietà transitoria: cioè perchè lei aveva interrotto me". Sospiro di sconforto (mio).
Ecco. Quattro donne, chissà, magari intelligenti, che parlavano di un argomento inutile, magari dicendo cose assurde. Quando ha preso la parola una deputata della Lega che parlava come l'uomo da lei fortemente difeso (in altri contesti si poteva pensare a un'imitazione, invece no) il mio limite personale era stato oltrepassato e così ho fatto quello che molte donne avrebbero fatto al mio posto.
Perso per perso, ho cambiato canale e mi sono messa a vedere le repliche di Sex and the city.
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